Diedi il nome
alla rosa
e sentii
il suo profumo
Sentii
il suo profumo
e lo chiamai
di rosa
Diedi il nome
all’amore
e sentii
la sua gioia
Sentii
la sua gioia
e la chiamai
come te
Diedi il nome
alla rosa
e sentii
il suo profumo
Sentii
il suo profumo
e lo chiamai
di rosa
Diedi il nome
all’amore
e sentii
la sua gioia
Sentii
la sua gioia
e la chiamai
come te
Alberi spogli
su tappeti di brina
attendono immobili
nuovi verdi vestiti
Vecchia alba sarta
in paziente eleganza
rammenda con arte
rara la primavera
"SISIFO"
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"Sisifo dal web"
E' un’anima che parla: “ C’era ieri nell’aria
una sì tenera
e dolce atmosfera
da farmi sentire
libera e leggera
Salire
Tuffarsi
Volare
Com’è cupo quest’oggi
quest’uomo in cui alloggio
un sì nero suo umore
da farmi sentire
legata e negata
Strisciare
Fermarsi
Morire ”
Incidemmo
un codice di pace
sulla pelle
dell'Ebreo ribelle
Lo incendiammo
in quei gas accesi
per poi accedere
ad una specie
in via d'evoluzione
Rara
pura
ed assai scienziata
che tuttora impara
e studia
ogni possibile reazione
dalla femmina stuprata
all'atomica violata
Benvenuti
in piazza ignoranza
alla sagra
di tutti gli idioti
ci son tanti
ed ampi parcheggi
per cervelli
sempre più assenti
Accorrete
in piazza ignoranza
questa è l'era
dei molti imbecilli
o gli sciocchi
stupidi e stolti
che vi vendon
vassoi di strilli
Benvenuti
in piazza ignoranza
alla sagra
dei troppi cretini
questa è l'era
del gran turpiloquio
basta un tasto
dal vostro divano
Escon fuori come gonfie
d'aria piene mie battaglie
escon fuori e son bottiglie
piene e sembran solo vuote
Collera
rabbia
dovrei io assorbirle
Ira
furia
soltanto assoldando
Fiori
furore
cuore in razionalità
Dovrei
ma deviandole
ed almeno filtrarle
Emozioni più sicure
quelle scure
e quelle nere
in meravigliose rose
Rose ed amore
si io avrei da regalare
C'è del sole
nel cielo celato
reso assente
da nuvole e neve
s'io cercassi
un po' d'alito vento
soffierei
anelandogli luce
C'è del sole
nel cielo nascosto
che ama tanto
non farsi scovare
soffrirei
s'io mai lo trovassi
emanandomi
ancora in calore
[ Chi si copre di notte
con coperte o più piume
non vuol dir che non c'è
basta solo sedersi
osservando i suoi sogni
incontrarsi in amore
o in abbraccio d'incrocio ]
C'è del sole nel cielo lassù
so che c'è
per chi c'è quaggiù
Partecipai
alle origini dei miei geni
finché partii
lasciando lì gli addii
Adorai
chi mi generò
per poi amare
chiunque io incontrai
Continuai
tra lampi e guai
guarir ferite diventando
della morte amico
Estinsi
debiti non miei
ritrovandomi
evasore d'emozioni
Confessai peccati
e pregai
affinché vivessi
ridendo
ritento
" LA LIBERTA' "

(io quand'ero un gabbiano)
La libertà
è nel poter zampettare
pur sapendo
volare
L'infame fama
come fame disumana
rende abulica ogni vita
Respira
nella dinamica umiltà
di far parte integrante
d'un consorzio umano